Ciao mondo!!

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Il Cielo può Attendere…

 

 

 

 

 

 

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ALLA FINE

  Alla fine dell’Italia un bacio fa rumore

e sotto le ciglia piove già

Sei rimasta senza più parole

a guardare in faccia la realtà

..non ci insegneranno mai l’Amore..

i potenti e la carità le croci rosse sulle rovine

Ora che fai

raccogli bombe di qua e di là

magari esplodi tra gli ulivi salti in aria con la verità

..non vedi mai l’orizzonte che immagino io

e te ne vai dalle mani che dicono addio..

davanti a me si perde il mare

io sto con te senza lacrime

Tu come fai a darti pace

in questa immensità in questa solitudine

Alla fine dell’Italia un bacio fa rumore

in questo diluvio penso a Te

il vento che cambiava la stagione

Tu mi mangiavi con avidità

e trovare sempre una ragione per spaccare tutto a metà

perchè ogni guerra si fa in Due

Ora che fai..

metti ponti di qua e di là

nascondi i segni

Conti i giorni che cominciano senza di Noi

ci pensi mai ai ricordi che scappano via

mi mancherai e così mi farai compagnia

davanti a me si perde il mare

io sto con te senza lacrime

tu come fai a darti pace

se non finisce mai per un giorno intero

per tutta la vita..

 

Gianna Nannini

 

 

 

 

 

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Io..

 

.Dio è Morto.

"Piccoli frammenti di me sparsi confusamente tra le lettere di una parola che fatica a ricomporsi, il mio nome. Io, delusa. Quante volte è successo, ma quante poche volte poi ho provato davvero rimorso? Te lo dico io. Tutti mi hanno delusa. O per circostanze o per stronzaggine si finisce sempre per essere messi da parte. Ma il rimorso no, io non ce l’ho. Forse è perchè l’ho conosciuto da vicino che il mio modo di esistere si è colossalmente trasformato, il mio carattere pure. Il fragile gancio che congiunge la vita al sogno si è fatto tenace, coraggioso e mi permette di strappare sfumature consistenti al bagaglio della surrealtà per affogarle nel torrente dei miei giorni veri, così, scheggie di sogni diventano progetti, poi possibili vittorie ed è già tutto, anche quando poi non vinco davvero. In questo modo so che a molte delle cose che avrei voluto fare e realizzare ho dato un corpo, un’impronta, una speranza di esserci e che se poi non sono state vuol dire che quelle stesse circostanze e quella stessa stronzaggine, di cui sopra, non l’hanno permesso, di certo, non io.

Ma quando Dio muore è un’altra storia. Sai, si respirano notti di afa e giorni di siccità a cercare di relazionarsi con la propria parte mistica, con una certa essenza metafisica, con quella presenza sempre assente semplicemente perchè  trascendentale, con la propria divinità o con la divinizzazione di un pò di sè, se vuoi. Ma presto ho imparato che anche gli dèi si decompongono e quando ne muore uno, ahimè, resta morto. Ci perdo il fiato ad esprimere quel desiderio di eternità etichettato “Per Sempre”, ma la morte spesso sorprende quando gli angeli del mio cuore vorrebbero non arrivasse mai. Quel Dio.. che non si curò mai davvero delle mie gioie, che non mi congiunse mai davvero al Cielo se non poco prima di andarsene, perchè una felicità così grande si prova solo quando la si sta per perdere.. che dire per averlo visto smantellarsi? Io resto zitta. Nell’assenza d’ogni rumore, in quel silenzio ipnotico che sussiste al crollo sincronizzato di mille mondi paralleli, sulle macerie di cio che resta, vedo un suono leggero alzarsi sulla polvere, salire piano e venire a cercare le mie mani, appena nato cerca subito conforto.

Fine del flash-back, quello che viene dopo lo sto ancora vivendo. Allora, non ebbi il tempo di pensare che fosse presto ancora perchè qualcosa nascesse di nuovo, ma già l’avevo accolto in me. Senza obblighi e senza colpe quel fiore appena spuntato che sapeva di musica veniva a domandare chi fossi, non perchè volesse accertarsi che fossi davvero io quella vestita a lutto, ne era fin troppo cosciente, ma capire cosa io sapessi di me, questo chiedeva. Poi. Fine del senso di vertigine inevitabile che segue alla caduta di Dio. Addio alle illusioni metafisiche e alle delusioni delle illusioni stesse. Ora ci siamo io e le mie pietre. L’inganno di vivere è breve ormai e bisogna che io mi dia da fare, covo gioia e splendori nei nuovi progetti perchè è solo quando tutto è distrutto che prende vita lo spirito libero dissipato in me, mai stato più padrone di ora, quando ha la possibilità di scegliere quali colonne ergere, su quale terreno e in che modo farlo. E comprendo a pieno l’attesa cosparsa sulle labbra di quel suono che di me voleva sapere. Ora so che un filo immaginario e sottilissimo tanto quanto tenace unisce ancora le lettere del mio nome, dandogli, adesso, un valore nuovo, un significato più autentico, una sfumatura ancora non colta ed è subito primavera.

Mentre distratta struscio l’orizzonte con gli occhi, una strana tranquillità si insinua dentro di me, come una ladra, avara della mia pace e della dolcezza che possono avere i miei sensi. Tirando fuori il meglio di quello che ho, schiarisce la nebbia e la vista di quel filo è più nitida, così, i colori di un arcobaleno illuminano piccoli frammenti di me, mai più sparsi, e leggo bene quello che sono.

Io, serena."

 

 

 

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dal Manifesto della surrealtà

 

 

 “Cara immaginazione, quello che più amo in te è che non perdoni. La sola parola di libertà è tutto ciò che ancora mi esalta. Io la credo capace di alimentare all’infinito l’antico fanatismo degli uomini. È la mia sola leggittima aspirazione. Fra le tante disgrazie di cui siamo eredi bisogna riconoscere che ci è concessa la “più grande libertà” dello spirito. Tocca a noi di non farne un pessimo uso. Fare schiava l’immaginazione, anche a costo di arrivare a ciò che si chiama volgarmente felicità, significa derubare se stessi di tutto quanto si trovi in fondo a se stessi di giustizia suprema. L’immaginazione, da sola, mi rivela ciò che “può essere” ed è sufficiente per allontanare un poco il terribile divieto; è sufficiente perchè io mi abbandoni a lei senza paura di sbagliare – come se fosse possibile sbagliare ancora di più.”

Andrè Breton, 1924

 

 

 

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Oggi mi manchi..

 

 

"L’ho fatto per non avere più tempo: riempirmi i giorni di impegni, stressarmi fisicamente per evitare l’esaurimento nervoso, ma oggi è domenica e di tempo ce n’è fin troppo, oggi non passa mai, oggi no, oggi mi manchi.. insieme a te la voglia di fare, sorridere, camminare, parlare.. non riesco a contare le tue ciglia perchè non voglio immaginare i tuoi occhi.. chissà se è capitato anche a te di pensarmi così forte da dover smettere, solo perchè i brividi bruciano la pelle e il cuore d’un tratto si ferma.. ma fa male anche non pensarti ..

Dov’è il limite tra amare e farsi male..? Dammi un gesto per farmi riaccendere, oggi sono spenta.. Salvami.. oggi mi manchi da impazzire…"

 

 

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Waiting for you..

 

 

 

 

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